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Admin
Sat Jul 14, 2007 6:55 pm   Topic: Italian text

Sua Eminenza Adrianus Simonis, Arcivescovo di Utrecht e Presidente della Conferenza Episcopale dei Paesi Bassi, ha chiesto il prestito di alcune opere della Sagrestia Pontificia per una mostra commemorativa del centocinquantesimo anniversario del ripristino della gerarchia episcopale cattolica in Olanda.

Ben volentieri ho dato l'assenso.

Ogni opera nata dal genio di un artista č stata pensata non per rimanere chiusa in un luogo inaccessibile, ma per essere ammirata. La sua bellezza racchiude giā implicitamente un significato religioso. L'intuizione dalla quale ha avuto origine č figlia della Bellezza al sommo grado, di Dio, del quale ogni bellezza č immagine.

Il Santo Padre Giovanni Paolo II nella Lettera agli artisti scriveva: 'La bellezza che trasmetterete alle generazioni di domani sia tale da destare in esse dello stupore. Di fronte alla sacralitā della vita e dell'essere, di fronte alle meraviglie dell'Universo, l'unico atteggiamento adeguato č quello dello stupore'.

Per opportuna cautela, le opere prestate per l'esposizione di Utrecht sono conservate in alcuni ambienti della Sagrestia Pontificia normalmente non aperti al pubblico; una mostra, cosi, puo essere una lodevole occasione per poterle offrire allo sguardo stupito di molte persone.

Ma le opere della Sagrestia Pontificia non assolvono solo al ministero della bellezza: esse sono state progettate e realizzate per la persona del Santo Padre eper le Celebrazioni Liturgiche Pontificie. Nella mostra cosi esse potranno recuperare alla memoria sia la persona del Papa che le ha ricevute in dono, ma anche le Celebrazioni Liturgiche alle quali sono state finalizzate.

In tale prospettiva sarā facile collegare ogni oggetto alla persona di un Papa e alle caratteristiche del suo pontificato. Un esempio soltanto: la tiara di Pius IX, simbolo di questa esposizione, ricordarā il Papa che nel 1853 ripristino la gerarchia cattolica in Olanda, ma anche Giovanni XXIII che con la medesima tiara fu incoronato.

Gli oggetti in mostra non saranno solo belli da vedere, ma testimoni di fatti importanti della vita della Chiesa.

Oltre ai motivi storico-evocativi che possono giustificare la mostra, se ne deve aggiungere un altro, certamente non ultimo nell'elenco delle motivazione per il suo allestimento.

La bellezza dei manufatti e la storia di cui sono stati muti interpreti non devono far dimenticare lo specifico di queste opere.

La loro finalizzazione č stata ed č quella liturgica: ancora oggi il Papa utilizza molte di esse durante le Celebrazioni della Liturgia.

La loro preziositā e bellezza non puo essere circoscritta solo al campo estetico. Pensati per l'azione liturgica, di questa debbono sottolineare la dimensione sacrale del culto dovuto a Dio.

Il Concilio Vaticano II nella Constituzione sulla Liturgia sottolinea la preoccupazione della Chiesa che da sempre ha voluto che le 'le cose appartenenti al culto sacro fossero veramente degne, decorose e belle, segni e simboli della realtā soprannaturali'.

La mostra assumerā inevitabilmente anche scopi didattici.

L'appartenenza alla dimensione cultuale di molte della opere esposte, darā l'opportunitā di risalire alle realtā di cui sono segno e simbolo.

Cosi agli occhi stupiti e meravigliati dei visitatori puā aggiungersi una meraviglia in piu, meno appariscente, ma certamente molto piu profonda e significativa; quella di un Dio, che attraverso la bellezza delle opere del creato continua a comunicare all'uomo la certezza della sua amerevole presenza.

+ Piero Marini Vescovo tit. di Martirano Maestro delle Celebrazioni Liturgiche pontificie

Cittā del Vaticano, 29 giugno 2003, solennitā dei Santi Apostoli Pietro e Paolo